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«Un nuovo vocabolario emotivo per gli uomini»

CRISTINA CASTELLANO *

Chi sono gli uomini maltrattanti? Quali le loro storie, quale la radice dei loro comportamenti? Domande cui può rispondere solo chi ne ha incontrati tanti come Lucia Magionami, prima fondatrice, nel 2015, nell'ambito dell'Associazione Libertas Margot, dello Sportello per uomini violenti, e poi, dal 2018 nell'ambito della propria attività di psicologa. Racconta: «Certamente io ho un osservatorio privilegiato, perché ho sempre seguito persone che, spontaneamente o su invito delle proprie compagne, hanno almeno tentato di avviare un percorso di terapia. Prima di tutto, occorre dire che, salvo rare eccezioni, non si tratta di uomini malati; spesso si presentano come insospettabili “principi azzurri”, sempre presenti ed attenti, non temuti ma anzi stimati fuori di casa; in realtà, sono persone caratterizzate da una forte fragilità e dominate da una rabbia interiore, che origina da un dolore che non sanno riconoscere; simulano interesse per riuscire ad arrivare al controllo della compagna, al possesso, al suo isolamento dal resto del mondo, al fine di placare il proprio deviato, costante bisogno di attenzione. I loro comportamenti disfunzionali spesso si inquadrano in una vita di coppia dalle caratteristiche comuni; è lui che detiene il controllo del tempo, dettando ritmi ed orari, e che gestisce la compagna, anche pedinando ed installando app sul suo cellulare. Quando si chiede loro la ragione del proprio agire violento rispondono tutti allo stesso modo: perché lei mi disturba, perché lei non mi capisce, perché non mi ama. Insomma, rispondono che non è colpa loro. Ed il mio lavoro comincia proprio da qui: dallo spostamento della responsabilità, dalla vittima a sé stessi. Un percorso difficile, che si protrae per anni, che a volte include ricadute e nel quale spesso utilizzo il richiamo ai figli ( se ci sono), quale spinta verso la ricerca di un nuovo equilibrio». Ma cosa fare, come affrontare la strage? «Bisogna lavorare sulle nuove generazioni, a partire dai bambini più piccoli, e sulle famiglie. Va trasmesso loro un vocabolario emotivo, che permetta di entrare in contatto con le proprie emozioni, di attraversarle senza negarle. Occorre spiegare che le persone vanno valutate come tali, superando gli schemi precostituiti. Basta dire che i maschi non piangono. E basta giustificare.

* COMPONENTE LA COMMISSIONE PARI OPPURTINITÀ DE CNF

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